Suona insistentemente un cellulare, nessuno risponde, non perché la signora cui il suono è diretto voglia respingere la chiamata, ma perché la sua mano ansiosa, frugando nella borsa, non riesce a localizzare il telefono. La borsa, sia essa una sacca o una pochette, fedele amica, confortante contenitore, premurosa rappresentante della nostra eleganza sembra a volte impegnata a farci dispetto. Il telefono è certamente là , lo testimoniano il suono e il bagliore azzurrino che emana, ma la mano che fruga non riesce a trovarlo. E le chiavi? Non capita mille volte di essere cariche di sacchi e sacchetti davanti alla porta di casa e di non riuscire a pescare le chiavi tra i tanti oggetti che la nostra borsa contiene o, per meglio dire, nasconde?
Rapporto misterioso
Lo stesso vale per il tagliando dell'autostrada che, incautamente, abbiamo messo là dentro e che quando siamo al casello di uscita, mentre dietro la nostra auto si forma una coda di impazientì automobilisti, non riusciamo a trovare se non rovesciando sul sedile accanto tutto il contenuto dell'irritante tracolla. Il rapporto delle donne con la propria borsa è in realtà più misterioso e complesso di quanto si possa pensare. Certo è un utile accessorio, un prezioso strumento per poter disporre, anche fuori casa, di tutto ciò che serve nel corso della giornata. Ma è anche una spia di sentimenti, emozioni e modi di essere.
Inviolabile da estranei
Basti guardare i mille modi diversi di portarla: c'è che se la tiene stretta in grembo come se dovesse difenderla da improvvisi assalti, c'è invece chi la abbandona dappertutto senza preoccuparsi di perderla o di lasciarla in balia della curiosità altrui. E non è azzardato dire che osservando ciò che una donna porta abitualmente nella sua borsetta, si potrebbero scoprire di lei moltissime cose che forse lei stessa ignora. Quell'appendice così comune e apparentemente tanto innocua è in realtà una sorta di prolungamento di sé, una specie di "inconscio" portatile nel quale nascondere emozioni e segreti. Forse è per questo che tanto spesso non riusciamo a trovare nella borsa ciò che le abbiamo affidato. Il gesto di frugare ansiosamente, in cerca di cose che sappiamo esserci ma che non troviamo, sembra rappresentare simbolicamente certe insicurezze di fondo. L'anarchia con la quale le cose là dentro si mescolano e si confondono proietta a suo modo il timore del disordine delle emozioni che a volte ci piace afferrare e altre volte ci piacerebbe perdere. Non a caso moltissime signore vivono come una vera e propria violazione il gesto di chi, amico, marito, fidanzato, si permette di aprire, senza preventivo assenso quel privatissimo oggetto del desiderio. Ed è così che la borsetta si trasforma in un'amica esclusiva e fedele. Non a caso esistono sul mercato borse costosissime che portano nomi femminili come Carla, Kelly, Carolyn... e che confermano l'antico adagio che "chi trova un'amica trova un tesoro".
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